CodiceChiaroCalcolo codice fiscale online

Codice fiscale del defunto: a cosa serve nella successione

Nelle pratiche di successione il codice fiscale della persona deceduta resta il riferimento della sua posizione: serve per la dichiarazione di successione, per l'eventuale 730 dell'ultimo anno e per i versamenti degli eredi con modello F24. In questa guida vediamo dove recuperare il codice del defunto, cosa comunicare e a chi, e come gli eredi lo indicano correttamente nei modelli fiscali.

Redazione CodiceChiaro · Pubblicata il 23 ottobre 2026 · Ultimo aggiornamento 23 ottobre 2026
Contenuto redatto e verificato dalla redazione sulle fonti ufficiali elencate in fondo alla pagina.

Dove si trova il codice fiscale di una persona deceduta?

Le fonti più immediate sono i documenti del defunto: tessera sanitaria o tesserino del codice fiscale, dichiarazioni dei redditi degli anni precedenti, buste paga e CU, atti notarili, documenti bancari e polizze, corrispondenza con l'Agenzia delle Entrate. Anche il certificato di morte e gli atti anagrafici possono accompagnare la ricerca, ma il codice in sé è riportato sui documenti fiscali e sanitari.

Se nessun documento è reperibile, l'erede o chi ha un interesse legittimo può rivolgersi a un ufficio dell'Agenzia delle Entrate per il certificato di attribuzione del codice fiscale del defunto, dimostrando la propria qualità (stato di famiglia, atto di morte, eventuale documentazione sulla successione) ed eventualmente con delega di un altro avente diritto. Non è invece possibile «ricostruire» il codice con un calcolatore e usarlo come dato ufficiale: la previsione può aiutare a riconoscere quello giusto tra i documenti, non a sostituire l'attestazione.

Il codice del defunto nella dichiarazione di successione

La dichiarazione di successione è l'adempimento con cui gli eredi comunicano all'Agenzia delle Entrate il trasferimento di beni e diritti del defunto: si presenta per via telematica, direttamente o tramite un intermediario abilitato (o l'ufficio nei casi previsti), entro 12 mesi dalla data di apertura della successione, che in genere coincide con la data del decesso. Non è dovuta quando l'eredità è devoluta al coniuge e ai parenti in linea retta, l'attivo è sotto la soglia prevista e non comprende immobili o diritti reali immobiliari: le condizioni esatte sono quelle indicate dall'Agenzia.

Nella dichiarazione il defunto è identificato con il suo codice fiscale, così come ciascun erede e legatario è identificato con il proprio. Errori nel codice del de cuius bloccano o rallentano la lavorazione: prima di inviare, vale la pena verificare la stringa con la documentazione o con il controllo formale. Se il codice non viene trovato, la strada è il recupero presso l'Agenzia prima della presentazione, non l'invio con dati ricostruiti.

Bisogna comunicare il decesso all'Agenzia delle Entrate?

Il decesso è registrato dall'anagrafe comunale e i flussi tra comuni e anagrafe tributaria aggiornano la posizione; il modello AA4/8 prevede comunque un tipo di richiesta specifico — «comunicazione decesso» — con cui gli interessati possono comunicare formalmente la data di decesso di un contribuente, ad esempio quando risultano ancora attivi rapporti o invii a nome del defunto.

Altri adempimenti pratici seguono il decesso indipendentemente dalla posizione fiscale: banca e posta bloccano o riconfigurano i rapporti secondo le regole successioni; INPS interrompe le prestazioni; le utenze vengono volturate o chiuse. Per gli obblighi fiscali dell'ultimo periodo di vita del defunto — redditi dell'anno del decesso e imposte collegate — gli eredi provvedono con i modelli indicati dall'Agenzia, usando il codice del defunto come riferimento.

Come indicano il codice del defunto gli eredi in F24 e 730?

Nel modello F24, quando il versamento è effettuato dall'erede per il defunto, si compila il campo «codice fiscale del coobbligato, erede, genitore, tutore o curatore fallimentare» con il codice fiscale del defunto e il campo del codice identificativo con «07» (erede). Se invece l'erede paga per sé — ad esempio per l'imposta di successione a proprio carico — usa il proprio codice come contribuente secondo le istruzioni del tributo.

Per i redditi dell'ultimo anno di vita, l'erede può presentare il modello 730 per conto del defunto nei casi previsti, o il modello Redditi, indicando i dati del defunto e la propria qualità di erede. In tutte queste situazioni il principio è uno: il codice del defunto identifica la posizione a cui l'adempimento si riferisce, quello dell'erede identifica chi lo presenta. In caso di più eredi, ciascuno presenta per la propria posizione; per la gestione complessiva della pratica affidarsi a un CAF o a un professionista riduce il rischio di errori formali.

Domande frequenti

Il codice fiscale del defunto resta necessario anche anni dopo?

Sì, finché restano adempimenti collegati alla sua posizione: successioni ancora aperte, rimborsi, accertamenti, atti sui beni ereditati. Conservarlo con la documentazione successoria — insieme al certificato di attribuzione, se richiesto — evita ricerche ogni volta che un ente lo richiede.

Non trovo il codice del defunto: posso calcolarlo online dai suoi dati?

Il calcolo dà la previsione del codice, utile per riconoscerlo tra documenti diversi, ma per le pratiche serve il dato ufficiale: recuperalo dai documenti del defunto o chiedi il certificato di attribuzione all'Agenzia delle Entrate dimostrando la tua qualità di erede o interessato.

Chi deve presentare la dichiarazione di successione?

Sono tenuti alla dichiarazione gli eredi, i chiamati all'eredità e i legatari, salvo esonero nei casi previsti; la presentazione è telematica, anche tramite intermediario abilitato. Il termine è di 12 mesi dall'apertura della successione; le condizioni e gli esoneri esatti sono quelli pubblicati dall'Agenzia delle Entrate.

L'erede deve indicare il proprio codice o quello del defunto nel 730?

Entrambi, nei campi previsti: il modello presentato per conto del defunto è intestato alla sua posizione (il suo codice fiscale), e l'erede è indicato come soggetto che presenta la dichiarazione. Le istruzioni del modello per l'anno di imposta precisano campi e codici da usare.

Il codice fiscale del defunto può essere usato dopo la morte?

Solo come riferimento agli adempimenti che riguardano la sua posizione: dichiarazione di successione, dichiarazioni dell'ultimo anno, versamenti da erede. Non può essere usato per nuovi rapporti o attività: dopo l'accettazione, beni e rapporti si intestano agli eredi con i loro codici fiscali.

Strumenti utili

  • Verifica codice fiscale — Controlla la validità formale del codice del defunto recuperato dai documenti prima di usarlo negli atti.
  • Calcolo codice fiscale — Prevedi il codice dai dati del defunto per riconoscere quello corretto tra documenti discordanti.

Nota: questa guida ha scopo informativo. Il codice fiscale legalmente valido è rilasciato esclusivamente dall'Agenzia delle Entrate; per la propria situazione specifica fa fede l'ufficio competente.

Fonti ufficiali

Guide correlate

CodiceChiaro — Redazione CodiceChiaro