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Codice fiscale per stranieri: come ottenerlo

Chi si trasferisce in Italia per lavoro, studio o famiglia scopre presto che il codice fiscale è il primo documento da procurarsi: viene chiesto per firmare un contratto di lavoro, aprire un conto, affittare casa e iscriversi al Servizio sanitario. In questa guida spieghiamo chi deve richiederlo, quali documenti servono, dove si presenta la domanda e quali sono le differenze tra cittadini dell'Unione europea e cittadini extra-UE.

Redazione CodiceChiaro · Pubblicata il 23 ottobre 2026 · Ultimo aggiornamento 23 ottobre 2026
Contenuto redatto e verificato dalla redazione sulle fonti ufficiali elencate in fondo alla pagina.

Chi ne ha bisogno e a cosa serve

Deve avere un codice fiscale italiano qualsiasi cittadino straniero che intrattenga rapporti con la pubblica amministrazione o con soggetti privati in Italia: lavoratori dipendenti e autonomi, studenti, familiari che si ricongiungono, acquirenti di immobili, titolari di conti correnti. Non è necessario essere residenti: il codice può essere attribuito anche a chi vive all'estero ma deve compiere un atto in Italia, ad esempio una compravendita o una successione.

È importante non confondere il codice fiscale con il permesso di soggiorno: sono documenti diversi, rilasciati da amministrazioni diverse. Il codice fiscale da solo non autorizza a soggiornare o a lavorare in Italia; allo stesso modo, chi è in regola con il soggiorno ha comunque bisogno del codice per quasi ogni pratica successiva. Per chi entra in Italia per lavoro subordinato, spesso la richiesta del codice viene avviata insieme alle pratiche di ingresso dallo Sportello Unico per l'Immigrazione.

I documenti necessari

La domanda si presenta con il modello AA4/8 — il modulo ufficiale di richiesta di attribuzione del codice fiscale per le persone fisiche — compilato e firmato, accompagnato da un documento di identità valido. Nel dettaglio:

  • Cittadini UE: carta d'identità o passaporto in corso di validità del proprio Paese.
  • Cittadini extra-UE: passaporto con visto d'ingresso, quando previsto, oppure permesso di soggiorno valido; chi ha già presentato domanda di permesso può presentare la ricevuta della richiesta.
  • Modello AA4/8 compilato con i dati anagrafici esattamente come compaiono sul documento di identità: nomi con eventuali caratteri speciali vanno riportati con attenzione, perché il codice viene costruito su quei dati.
  • Per i minorenni: la domanda è presentata da un genitore o da chi ne ha la tutela, con il proprio documento e quello del minore.
  • In caso di delega: delega firmata e copia del documento del delegante, secondo le indicazioni dell'ufficio.

Il rilascio è gratuito: il codice fiscale non ha alcun costo di attribuzione e chiunque chieda un pagamento per il solo rilascio allo sportello sta vendendo un servizio di intermediazione, non il documento.

Dove si presenta la domanda

Uffici dell'Agenzia delle Entrate

La via ordinaria è un ufficio territoriale dell'Agenzia delle Entrate, di regola su appuntamento prenotabile dal sito dell'Agenzia. Allo sportello l'operatore verifica i documenti e attribuisce il codice immediatamente: il richiedente riceve un certificato di attribuzione cartaceo con il codice, utilizzabile da subito. La tessera sanitaria, per chi ne ha diritto con l'iscrizione al Servizio sanitario nazionale, viene spedita successivamente all'indirizzo di residenza o domicilio.

Sportello Unico per l'Immigrazione

Per i lavoratori extra-UE che entrano in Italia con nulla osta al lavoro, la domanda di codice fiscale è gestita dallo Sportello Unico per l'Immigrazione presso la Prefettura, nell'ambito delle pratiche di ingresso: in questi casi il codice viene attribuito prima o contestualmente alla stipula del contratto di soggiorno, e il lavoratore lo trova già nelle pratiche curate con il datore di lavoro.

Dall'estero: consolati e canali telematici

Chi non si trova in Italia può presentare la domanda tramite la rappresentanza diplomatico-consolare italiana del proprio Paese, che la inoltra all'Agenzia delle Entrate. In alcuni casi — ad esempio per studenti e ricercatori in arrivo — università e datori di lavoro raccolgono le domande e le trasmettono per i propri iscritti: conviene chiedere all'ente ospitante se offre questo supporto. L'Agenzia consente inoltre l'invio della richiesta con il modello AA4/8 tramite posta elettronica certificata (PEC) all'ufficio competente, allegando il documento di identità, secondo le istruzioni pubblicate sul suo sito.

Il modello AA4/8, campo per campo

Il modello AA4/8 è il modulo unico per chiedere l'attribuzione del codice fiscale, comunicare variazioni di dati e richiedere duplicati. Per una prima attribuzione si compilano la parte anagrafica — cognome, nome, sesso, data e luogo di nascita (per i nati all'estero: lo Stato di nascita), residenza o domicilio — e la sezione che indica il tipo di richiesta. I dati devono essere trascritti esattamente come risultano dal documento di identità: una trascrizione diversa del nome (ad esempio l'ordine di due nomi) produrrebbe un codice diverso da quello coerente con i documenti.

Chi nasce in uno Stato estero deve indicare lo Stato di nascita con la denominazione corretta: nel codice fiscale il luogo estero è rappresentato da un codice della serie Z, ad esempio Z110 per la Francia e Z404 per gli Stati Uniti — l'elenco completo è consultabile nella nostra sezione dei codici degli Stati esteri. Il modulo va firmato dal richiedente (o dal genitore/delegato) e presentato insieme al documento.

Cittadini UE ed extra-UE: cosa cambia

Per l'attribuzione del codice fiscale la procedura è la stessa; cambia il documento da esibire e cambiano i diritti collegati. I cittadini dell'Unione europea — e i loro familiari — usano carta d'identità o passaporto e, se soggiornano oltre tre mesi, si iscrivono all'anagrafe del Comune di residenza. I cittadini extra-UE devono invece essere in posizione regolare rispetto al soggiorno: permesso di soggiorno, visto per motivi che consentono la richiesta, o ricevuta della domanda in corso.

Un'altra differenza pratica riguarda la tessera sanitaria: viene rilasciata a chi si iscrive al Servizio sanitario nazionale. L'iscrizione spetta, con regole proprie, a lavoratori, studenti con copertura, familiari a carico e altre categorie; chi non vi ha diritto riceve il certificato di attribuzione del codice fiscale senza tessera, e può stipulare una copertura sanitaria privata. Il codice fiscale resta comunque necessario e valido per tutte le altre pratiche.

Tempi, validità e cosa fare dopo

Allo sportello l'attribuzione è immediata; tramite consolato o PEC i tempi dipendono dall'ufficio e possono richiedere alcuni giorni o settimane. Il codice attribuito è definitivo e non scade: resta lo stesso anche se in seguito si cambia indirizzo, datore di lavoro o stato del soggiorno. Fa eccezione il codice provvisorio numerico che viene talvolta rilasciato quando i dati non sono ancora completi: verrà sostituito dal codice definitivo alfanumerico, come spieghiamo nella guida sul codice provvisorio.

Ottenuto il codice, i passaggi tipici successivi sono: la firma del contratto di lavoro o di locazione, l'apertura del conto corrente, l'eventuale iscrizione anagrafica in Comune e l'iscrizione al Servizio sanitario con scelta del medico di base presso la ASL. Se nel frattempo vuoi conoscere in anticipo quale codice risulterà dai tuoi dati, puoi usare il calcolatore di questo sito: il risultato è una previsione secondo le regole ufficiali, utile per compilare moduli preliminari, ma il codice da usare negli atti è solo quello attribuito dall'Agenzia.

Domande frequenti

Il codice fiscale per stranieri è gratuito?

Sì. L'attribuzione da parte dell'Agenzia delle Entrate è gratuita, sia allo sportello sia tramite consolato. Possono essere a pagamento solo i servizi privati di assistenza o traduzione, che sono facoltativi e non sostituiscono la domanda all'Agenzia.

Posso ottenere il codice fiscale prima di arrivare in Italia?

Sì, in molti casi: la domanda può essere presentata tramite il consolato italiano del proprio Paese, oppure — per studenti, ricercatori e lavoratori in ingresso — tramite l'ente ospitante o il datore di lavoro. È la strada consigliata a chi deve firmare un contratto subito dopo l'arrivo.

Serve il permesso di soggiorno per avere il codice fiscale?

Per i cittadini extra-UE serve essere in una posizione regolare: permesso di soggiorno valido, visto che consente la richiesta oppure ricevuta della domanda di permesso presentata. Per i cittadini UE basta il documento di identità del proprio Paese. Il codice fiscale, da solo, non regolarizza il soggiorno.

Posso lavorare con il solo certificato di attribuzione, senza tessera sanitaria?

Sì: il certificato di attribuzione rilasciato allo sportello riporta il codice fiscale ufficiale ed è sufficiente per il datore di lavoro e per le pratiche iniziali. La tessera sanitaria riguarda l'assistenza sanitaria e arriva successivamente, per chi si iscrive al Servizio sanitario nazionale.

Il codice calcolato da un sito è accettato per le pratiche?

No: i calcolatori online applicano le regole ufficiali e di solito prevedono il codice corretto, ma il codice da indicare negli atti è solo quello attribuito dall'Agenzia delle Entrate. Usare un codice mai attribuito può creare problemi in banca, dal datore di lavoro e in anagrafe tributaria.

Ho due nomi: quale viene usato per il codice?

Vengono usati i dati anagrafici come risultano dal documento di identità presentato all'Agenzia. Se nei documenti i nomi sono separati da una virgola, la regola di calcolo considera solo il primo nome. Per evitare discrepanze, trascrivi il modello AA4/8 esattamente come il documento e segnala eventuali casi particolari all'operatore.

Strumenti utili

Nota: questa guida ha scopo informativo. Il codice fiscale legalmente valido è rilasciato esclusivamente dall'Agenzia delle Entrate; per la propria situazione specifica fa fede l'ufficio competente.

Fonti ufficiali

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CodiceChiaro — Redazione CodiceChiaro